ECHINOCOCCOSI SINTOMI TERAPIA ECHINOCOCCUS GRANULOSUS

ECHINOCOCCOSI
(Echinococcus granulosus)

La Echinococcosi è una parassitosi intestinale causata dalla infestazione da Echinococcus granulosus, o Echinococco, parassita ubiquitario che appartiene alla classe dei Cestodi.

L'Echinocco è costituito dallo scolice, con quattro ventose e uncini disposti a duplice corona, dal collo e da tre proglottidi, una immatura, una matura e una gravida, dalla quale si liberano le uova. È ermafrodita perchè ogni proglottide è dotata di un apparato genitale maschile e di uno femminile. Le uova misurano 30-40 micron, contengono ciascuna un embrione esacanto e vengono eliminate con le feci.

Echinococcus granulosus

Echinococcus granulosus

L'echinococco adulto vive nell'intestino tenue degli ospiti definitivi, i canidi, che s’infestano cibandosi di carni contaminati da cisti idatidee.

Gli scolici si fissano nei villi dell'intestino tenue e dopo due o tre mesi eliminano le uova del parassita con le feci. Ogni proglottide di Echinococco può contenere migliaia di uova. Queste resistono nel terreno fino a un anno e sono ingerite da mammiferi erbivori; i canidi si re-infestano, cibandosi dei visceri degli erbivori.

PScolice di echinococco

Scolice di Echinococco

Ciclo vitale dell'Echinococco

Ciclo vitale dell'Echinococco

L'uomo è un ospite accidentale che s’infesta ingerendo le uova liberate dai cani. La larva esacanta arriva nell'intestino e, per la via venosa portale o per via linfatica, raggiunge il fegato, dove viene trattenuta dal filtro epatico e sviluppa una cisti idatidea epatica. Oppure arriva al circolo polmonare e si ferma al polmone, oppure salta anche il polmone e raggiunge qualsiasi organo.

Proglottide di Echinococco

Proglottide di Echinococco

Visione schematica di cisti da Echinococco

Visione schematica di cisti da Echinococco.

Può avvenire la rottura, la fistolizzazione o l’ascessualizzazione delle cisti idatidee, altrimenti queste sono asintomatiche. Si ritrovano al macello di animali o in corso di indagini radiologiche nell’uomo. Raramente causano sindromi ostruttive delle vie biliari e ipertensione portale.
Le cisti polmonari possono dare tosse, affanno ed emottisi. La loro rottura nell'albero bronchiale è seguita dalla “vomica”, con diffusione delle cisti e rischio di reazione anafilattica. Le localizzazioni cerebrali sono rare e si manifestano con segni neurologici. La rottura della cisti nel peritoneo o nella pleura può dare disseminazione dei protoscolici, che formano altre cisti idatidee.

Devo dire che non esistono esami del sangue certi, che permettano la diagnosi certa di echinococcosi. Infatti molto spesso la presenza di una cisti da echinococco non dà alcuna sintomi clinici ed anche gli esami che si basano sulla ricerca anticorpale e sul test di emo-agglutinazione per idatidosi, avvalendosi delle caratteristiche allergeniche dell'echinococco, non sono affidabili, soprattutto nelle fasi iniziali e silenti della malattia.

La diagnosi di echinococcosi è pertanto quasi sempre radiologica. Le caratteristiche delle cisti sono quelle di lesioni circoscritte e ben delineate, dall'aspetto non infiltrante, solitarie o multiple, uniloculari o muliloculari. Spesso si pone il dubbio di una diagnosi differenziali con metastasi tumorali o ascessi epatici o di tubercolosi miliare nel polmone.

L'ecografia può evidenziare la presenza delle cisti figlie all'interno e valuta i rapporti e l’eventuale compressione delle vie biliari.
La TAC è più dettagliata e riesce a dare informazioni sulla densità del contenuto della cisti e sulla presenza di cisti figlie, favorendo la diagnosi differenziale con altre lesioni occupanti spazio (L.O.S.). Segno tipico e differenziale di una cisti da echinococco sono le calcificazioni nella parete nel 20-30% dei casi.
La Risonanza Magnetica Nucleare fornisce informazioni più precise sulle caratteristiche del pericistio, che è la parete fibrosa, prodotta dalle cellule del fegato per difendersi dall’echinococco.

La cisti da echinococco deve essere curata, a meno che le indagini radiologiche non diano certezza che essa è morta e fibrotica. Una cisti idatidea attiva può dare sintomatologia compressiva, aumentando di dimensione, con rischio di rottura nelle vie biliari, nel peritoneo o nel polmone. A ciò si aggiunge la possibilità di uno shock anafilattico ed il rischio di infezione ed ascessualizzazione.

La terapia dell'Echinoccosi più efficace è l'asportazione chirurgica della cisti. La cura dipende però dalle condizioni generali del paziente, dal numero delle cisti, dalla loro dimensione e localizzazione nel fegato, dai rapporti con i vasi ematici e con la vena cava inferiore.

Durante l'intervento bisogna sterilizzare e rimuovere il parassita, prevenire una possibile contaminazione e trattare la cavità residua all'asportazione (marsupializzazione, pericistectomia). È da tener conto che gran parte delle cisti da echinococco presenta fistole biliari. È preferibile l’intervento radicale, che prevede la rimozione totale della cisti e della sua parete.
La terapia medica dell'Echinoccosi, che sarà complementare all’intervento chirurgico o alternativa, in caso di inoperabilità, si fonda su due farmaci, l’Albendazolo e il Mebendazolo. Essa è efficace solo nel 30% dei casi ed ha soprattutto lo scopo di arginare eventuali proliferazioni dell'echinocco.



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